Il punto di Italo Calvarese sull’attuale momento che sta vivendo lo sport

15/04/2021 | Società

In esclusiva sulla Gazzetta Regionale, le parole Direttore Generale del FutbolClub e Responsabile del progetto Next Generation Sampdoria.

Dopo aver analizzato più volte, sotto diverse prospettive, un’annata che purtroppo ha regalato più dispiaceri che soddisfazioni, Italo Calvarese, direttore generale del Futbolclub, nonché responsabile del progetto Next Generation Sampdoria e responsabile della scuola calcio della società ligure, guarda con speranza ed ottimismo alla prossima stagione sportiva: “Mi auguro che la 2021/22 sia migliore dell’ultimo anno e mezzo che abbiamo dovuto affrontare. A questo punto possiamo solo ripartire sulla base delle esperienze fatte quest’anno, anche se organizzazione e programmare non sarà semplice perché non c’è modo di confrontarci con nessuno se non con noi stessi. Quindi ripartiremo da dove ci siamo fermati – esordisce – Noi, e parlo sia come Sampdoria che come Futbolclub, per quanto riguarda l’attività di base abbiamo confermato tutti i ragazzi: c’è sicuramente chi sarà più avanti e chi più indietro in termini di preparazione considerato il diverso lavoro fatto quest’anno, quindi l’obiettivo dovrà essere quello di riportare tutti i ragazzi alla pari e impostare la stagione sulla crescita collettiva, sotto tutti i punti di vista. Siamo carichi e pronti, dal presidente fino al magazziniere, passando per ogni componente della società, perché ognuno è ugualmente importante”. Il desiderio di recuperare quanto perso è fortissimo, accompagnato dall’impressione che probabilmente si potesse concedere qualcosa in più ultimamente: “Forse è il caso che qualcuno ai piani alti si renda conto che lo sport all’aria aperta debba ripartire, l’ha detto anche il nostro direttore sportivo Armeni e mi trovo d’accordo. Noi abbiamo avuto 0 casi e quindi si può fare attività fisica di contatto all’aria aperta, sempre prestando la massima attenzione ovviamente – rimarca il dg – Anche perché altre Federazioni, come pallacanestro e pallavolo, hanno deciso di ripartire con i campionati. Mi sembra che siamo stati fermi abbastanza: al Futbol abbiamo quasi murato gli spogliatoi, li sanifichiamo di continuo e ritengo che rispettando al massimo il protocollo sia possibile fare attività”. Anche perché, come ormai sappiamo, le conseguenze possono essere deleterie: “Un bambino di 14-15 anni, venendo al campo per allenarsi a distanza, senza poter disputare la partita in allenamento o nel week end, perde la voglia di giocare – continua il dirigente blucerchiato – Non c’è più benzina da mettere perché sono piccoli, hanno bisogno di divertirsi, non di sentire spiegazioni. Questi giovani perdono la motivazione e alla fine scelgono di divertirsi in altri modi più dannosi, come i videogiochi. L’allenamento serve per il confronto: se si toglie la sfida, l’atleta perde interesse”. Infine Calvarese pone l’accento su alcune contraddizioni: “A livello regionale ripartiranno i campionati di Eccellenza maschile e femminile, il Calcio a 5 e nei Nazionali, oltre a Primavera e Under 18, adesso ricomincerà anche l’Under 17. Credo che le Istituzioni stiano facendo delle prove, ma restano diverse incongruenze. Non capisco perché alcuni ragazzi, nei nazionali, possano giocare i test match e dei loro coetanei, nei dilettanti, invece no. Non solo, non comprendo anche un’altra dinamica relativa al solo settore delle giovanili professionistiche: se per tutte le categorie è valido l’interesse nazionale, come mai l’Under 13 e 14 non possono fare i test match mentre Under 15-16 e 17 si? – chiude il responsabile – È tutto assurdo, speriamo che questa situazione finisca presto e che da settembre 2021, come nei mesi seguenti e per tutta stagione, si possa tornare a lavorare con normalità”.