Massimo Ferrero: “Rivedere i giovani in campo, la cosa più bella”

20/09/2021 | Press

Il patron della Sampdoria a tutto tondo, dal post Covid al progetto Next Generation: “I ragazzi i più colpiti dalla pandemia. È arrivato il tempo del rilancio, sono il futuro. L’Europeo una botta di salute per il movimento. Giocare nel Futbol è un privilegio!”.

Dopo una vita nel mondo della cinematografia, il 12 giugno 2014 Massimo Ferrero segna una data indelebile nella storia della Sampdoria acquistando il club ligure ed entrando così nel cuore del calcio italiano. Il massimo esponente blucerchiato si è raccontato a 360° toccando alcuni dei temi più importanti inerenti allo sport, ma anche alla vita di tutti i giorni, con un occhio di riguardo per il progetto Next Generation Sampdoria e Futbolclub.

Presidente Ferrero, cosa vuol dire per Lei lo sport e, nello specifico il calcio?
Il calcio è da sempre, non solo per me, lo sport più popolare e amato, è cultura, è storia, è tradizione che si trasmette da padre a figlio e adesso anche alle figlie, finalmente. Però, ci tengo a sottolinearlo, non c’è solo il calcio dei grandi stadi, delle aziende, dei campioni. In ogni angolo del mondo, tra i piedi di un bambino o di una bambina, rimbalza un pallone, e questo vuol dire che il calcio, come e più di altri sport, è patrimonio sociale e di formazione. Lo dico da padre e da nonno: se fai sport impari regole di vita, di comportamento, di salute. E’ con questo spirito che la mia Sampdoria, oltre a preoccuparsi del calcio dei grandi, non ha mai dimenticato il calcio di base. E’ per questo motivo che, appena arrivato a Genova, abbiamo elaborato e lanciato il progetto Next Generation Sampdoria: ora abbiamo più di 50 club consociati e distribuiti in tutte le regioni d’Italia e andiamo all’estero, in Europa e in Africa, con camp speciali. Il divertimento è alla base, ma con il supporto professionale, tecnico e organizzativo di una società Serie A, che nella sua storia ha sempre dedicato attenzione al Settore Giovanile: tutte le strade portano a Bogliasco. E se partono da Roma, per me romano doc, è bello”.

Alla luce del lungo periodo di pandemia che ha duramente colpito il mondo del calcio, ma anche della favolosa impresa della Nazionale maggiore di Mancini e Vialli, due ex stelle doriane, quali sono gli obiettivi del Futbolclub?
“I giovani sono stati i più colpiti dalla pandemia, hanno perso per mesi quel vivere insieme ai loro coetanei che ti porti dietro per tutta la vita. Ora è il tempo del rilancio, in sicurezza ovviamente. Rivederli inseguire un gol sui prati è la cosa più bella che ci sia. La vittoria della Nazionale all’Europeo è stata una botta di salute, io ero a Londra per la finale e sono uscito dallo stadio ringiovanito da quella gioia. Però, rispettando il passato, bisogna sempre andare avanti: bisogna costruire il futuro. E il futuro sono i giovani, i campioni del domani. A Bogliasco abbiamo quasi completato il nuovo centro sportivo, sarà moderno e polifunzionale, i ragazzi e le ragazze già si allenano vicino alla prima squadra, possono incrociare Fabio Quagliarella quando esce dall’allenamento e questo, a mio avviso, è uno stimolo in più per loro, per arrivare a realizzare il loro sogno. Inoltre, dal 2017, abbiamo messo a disposizione dei ragazzi che non risiedono a Genova una residenza studiata e costruita su misura, dove l’istruzione ha la stessa importanza della tecnica, dove vengono seguiti da medici, tutor, insegnanti, esperti di alimentazione. Loro, i ragazzi, ci devono mettere la testa e la voglia, al resto ci pensa la mia Sampdoria. Sono orgoglioso di tutto ciò. Quando abbiamo inaugurato “CasaSamp” mi sono commosso perché ho capito che, per me figlio di Testaccio, che ha dovuto imparare a camminare da solo per farsi strada nel mondo, quello era un giorno speciale: stavo regalando qualcosa di bello e di utile agli uomini del domani”.

Lo slogan della SSD FutbolClub è “Vivere a Roma e vestire blucerchiato”. Cosa prova per questa società che così bene sintetizza anche la sua duplice anima, quella doriana e quella romana?
“Mi dicono che sono un visionario, ma dopo si accorgono che vedo solo prima di altri: ho in testa l’obiettivo di veder esordire in Serie A con la maglia blucerchiata un ragazzo formato dal nostro Settore Giovanile e romano di nascita, un ‘figlio del Futbolclub’’. Per me sarebbe ancora una volta… andare al Massimo. E sono convinto che, con il percorso che abbiamo intrapreso, con i rinnovamenti apportati, con i legami tecnici sempre più forti con il Settore Giovanile blucerchiato, tutto ciò presto succederà. Ripeto: non ci sono 400 km di distanza tra la Samp e il Futbolclub, sono i due lati di uno stesso grande cuore”.

Quanto è importante la presenza nella capitale per lo scouting dei giovani talenti da coltivare e portare nel mondo Samp?
“Il presidente lo so fare in un solo modo: mi occupo di tutti, da Roberto D’Aversa al magazziniere, e sono attento a tutto, quindi anche a quello che succede al Futbolclub. E la stessa attenzione la pretendo da chi lavora per me, in ogni dove. Rappresentare la Sampdoria è un piacere, è un motivo d’orgoglio e una responsabilità: ho chiesto ai miei osservatori ancora più attenzione a tutto ciò che succede tra i ragazzi, anche nei campetti di periferia, perché il fiore di un campione può sbocciare ovunque. Per questo motivo, negli anni, sono aumentati il numero di stage che facciamo svolgere a Bogliasco a tanti ragazzi provenienti da tutta Italia. La selezione è sempre più accurata, le società che fanno parte del progetto Next Generation Sampdoria sono il nostro primo bacino di attenzione: il nostro futuro nasce proprio lì”.

In chiusura, un augurio particolare per questa stagione per i giovani del Futbolclub…
“Di essere sempre, in ogni situazione, quello che è per mia volontà: un centro tecnico d’élite della Sampdoria. Rappresentare i colori più belli del mondo, poterlo fare a Roma, la città più bella del mondo, è un privilegio che bisogna meritarsi ogni giorno, fuori e dentro il campo. Il mio messaggio è per i genitori: fidatevi degli istruttori del Futbolclub, lasciate liberi i vostri figli, fateli esprimere e crescere con noi. Ferrero vi guarda sempre, non dimenticatelo mai.”